A come attese

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Attendere è un verbo piuttosto complesso. Sembra facile, immediato: cosa c’è da capire? Attendere vuol dire aspettare, vuol dire che perché una cosa avvenga ci vuole del tempo. Quindi, keep calm and wait.

Eppure attendere è la cosa più difficile del mondo.

Devi armarti di una sconfinata pazienza, cercando di reprimere il senso di urgenza che ti assale. E più attendi qualcosa di importante, più sarà complesso riuscirci.

Ma attendere ti fa crescere, prova la tua resistenza, forgia il tuo spirito. Attendere ti mangia lo stomaco e poi ti sorprende. Attendere ti insegna il valore del tempo.

Mai come in questi mesi ho compreso appieno il valore dell’attesa e mai come ora sono riuscita ad accettare che per ottenere ciò che vuoi devi attendere il tempo giusto. Perché a chi sa attendere il tempo aprirà ogni porta.

L’attesa, una lezione che tutti dovremmo imparare nella vita.

 

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TEDxLUISS, #WayIntoTheFuture

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pubblicato su Globe Trotter (Anno 7, numero 4, maggio 2015)

Il 22 maggio prossimo, per la prima volta, la LUISS Guido Carli ospiterà un evento TEDx.

Ma cos’è un TEDx? È un evento auto-organizzato, che cerca di riproporre a livello locale la TED, conferenza annuale durante la quale pensatori internazionali e grandi personaggi della scena mondiale del calibro di Bill Clinton, Bill Gates, Sergey Brin, Bono Vox ed Edward Snowden (solo per citarne alcuni) condividono ciò che li appassiona in uno speech. TED è un acronimo che sta per Technology, Entertainment & Design, temi-cardine attorno a cui si svolge l’intero evento, che, tuttavia, dà spazio anche ad idee di diversa natura, comunque riferite al mondo dell’innovazione a tutto campo.

Il tema del primo TEDx LUISS è “Way into the future” e non poteva essere più adatto a una platea di studenti di una delle più prestigiose Università italiane, che, quotidianamente, cercano di costruirsi la propria strada per il futuro, certo attraverso la didattica, ma ancora di più grazie alle esperienze collaterali che lo stesso Ateneo mette a disposizione fin dal primo giorno a ognuno dei suoi oltre settemila studenti. Il TEDx rappresenta una di quelle iniziative volte a valorizzare il bagaglio esperienziale dei ragazzi, sia che siedano in platea e fungano da uditori, sia che partecipino attivamente come speaker. Perché, ebbene sì, tramite un contest predisposto appositamente sul sito dell’evento www.tedxluiss.com, è stata data la possibilità a tutti gli studenti LUISS di presentare una application per partecipare come speaker.

Ciò che contraddistingue un TEDx dalle altre conferenze è la possibilità di networking di idee, di condivisione delle visioni sul futuro, del racconto di esperienze utili alla crescita, sia personale che collettiva. È, infatti, un percorso multi-tematico e cronologico quello che ogni partecipante si trova a vivere, fatto di indagini sul passato, analisi del presente e prospettive sul futuro. Molti partecipanti hanno definito la TED “un centro benessere per il cervello” ed è esattamente questo l’obiettivo che la conferenza principale e vari eventi indipendenti organizzati a livello locale si pongono.

Dietro ogni grande evento, però, ci sono grandi persone. In questo caso, sono tutti volontari, che decidono di investire il loro tempo – soprattutto quello libero!– per cercare di portare un altro po’ di innovazione nella propria Università. Sono ventenni che credono fortemente nel potere delle idee e della loro condivisione, che non si arrendono davanti alle evidenti difficoltà del loro tempo, che sanno di doversi costruire il futuro con le proprie mani.

Share ideas, inspire people, learn more. È così che si costruisce il futuro. È così che il TEDx LUISS può aiutare tutti a costruire il proprio futuro. Enjoy it!

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La sensazione esilarante che tutto ciò non sia che un gioco

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«Ci sono persone che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti al loro occhi in ideali da realizzare. Se un bel giorno costoro non credono più – magari piano piano, attraverso una serie successiva, logica o magari anche illogica, di disillusioni – ecco che riscoprono quel “nulla” che per altri è stato sempre, invece, così naturale. La scoperta del nulla per essi, però, è una novità che implica altre cose: implica cioè non solo il proseguire dell’azione, dell’intervento, dell’operosità (intesi ora non più come doveri ma come atti gratuiti), ma anche la sensazione esilarante che tutto ciò non sia che un gioco.»

(Pier Paolo Pasolini, Petrolio, appunto 84)

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